Lezione dal 2077 · n.002
Cerco l'interruttore per staccare da Meta quello che faccio fuori da Meta. L'interruttore c'era. Meta ha annunciato che lo toglie.
Guardo un paio di scarpe da ginnastica su un sito qualsiasi. Non compro niente, chiudo, vado a farmi un caffè.
Torno, apro Facebook. Indovina.
Sul sito delle scarpe non ho fatto login. Non ho scritto la mia mail. Non ho messo «mi piace» a niente. E allora chi glielo ha detto?
Gliel'ha detto il sito. E per anni c'è stato un posto dove si poteva rispondere: no grazie.
Moltissimi negozi e app installano un pezzetto di codice di Meta — si chiama pixel, ed è grande come un puntino invisibile. Quando ci passi, quel puntino racconta a Meta cosa hai guardato. Non serve che tu abbia Facebook aperto, e non serve che tu abbia fatto login lì.
Fino a oggi Meta offriva un'impostazione chiamata «La tua attività fuori dalle tecnologie di Meta»: serviva a staccare quelle informazioni dal tuo account. Il 9 giugno 2026 Meta ha annunciato che quell'impostazione viene ritirata — parole loro: «non offriremo più l'impostazione Your activity off Meta technologies».
Al suo posto resta un controllo che si chiama «Attività da altre aziende». E qui sta la differenza che conta, ed è tutta in una parola: quel controllo decide se Meta usa quei dati per personalizzarti la pubblicità e i contenuti — non se quei dati le arrivano. Le aziende continuano a mandarli.
Onestà sui tempi: Meta scrive che il cambio parte «negli Stati Uniti e in alcuni altri Paesi» dal mese successivo all'annuncio, «con altri Paesi a seguire». Quando leggi questa lezione, da te può essere già cambiato oppure no. Vai a guardare: è l'unico modo di saperlo.
Non è una battaglia persa. È una battaglia che si è spostata: se non puoi più impedire che il dato parta, puoi decidere cosa ne fanno — e puoi rendergli la vita più difficile a monte.
«Quando un'azienda semplifica le impostazioni, guarda bene quale hanno semplificato via.»